Mi chiamo Nadia Amantea

Ho scelto la psicologia perché conosco quella sensazione di portare qualcosa dentro che non si riesce a mettere a parole.

Il mio approccio integra tecniche orientate alla ricerca interiore, mindfulness, scrittura espressiva, lavoro psico-corporeo. Accompagno donne in momenti di svolta a sviluppare una relazione più consapevole con se stesse, senza dover diventare qualcun’altra e senza dover distruggere quello che hanno già costruito.

La mia esperienza con la psicologia è nata da dentro, prima ancora che dagli studi. Ho conosciuto in prima persona quella sensazione di portare qualcosa che non si riesce a mettere a parole ed ho scelto di farne un lavoro.

Per molto tempo non mi sono riconosciuta.

Portavo una maschera di forza che teneva tutti a distanza questo mi teneva lontano da chi mi circondava e da me stessa. Mi adeguavo. Restavo. Ma qualcosa dentro non tornava mai del tutto.

Non riuscivo ad ascoltare il mio corpo. Non sapevo cosa mi piacesse davvero. Lasciavo che fossero gli altri a definirmi, ma quei giudizi non mi calzavano, eppure li indossavo lo stesso. Più mi sentivo incompresa, più mi chiudevo. Finché un giorno non mi sono più riconosciuta nello specchio, non nel senso fisico, ma in quello più profondo, non sapevo più chi fossi fuori dai ruoli che avevo imparato a recitare.

È stato quel momento a cambiare tutto.

Ho scoperto la psicologia prima come strumento per capire me stessa, poi come vocazione. Non è stato semplice. Quando per tanto tempo sei abituata a non riconoscerti, prendere la strada giusta fa paura. C’è sempre quella sensazione di sbagliare, di andare controcorrente. Ho scelto comunque. Ho seguito il mio piacere, anche contro le aspettative degli altri. Ho imparato che sentire dolore è umano, ma soffrire è qualcosa di diverso. La sofferenza è una vecchia ferita che chiede di essere guardata, non evitata.

Ho trasformato i miei fallimenti in punti di forza. Le relazioni che non reggevano la mia autenticità si sono dissolte da sole. Quelle rimaste sono diventate più vere, non perfette, ma reali.

AurumLab è nata da qui.

Dal desiderio di accompagnare le donne in quel passaggio che conosco dall’interno, il momento in cui smetti di cercare chi sei negli occhi degli altri e inizi a cercare dentro.

Non lavoro sulla persona. Lavoro con lei.


Sono Nadia Amantea, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche, laureanda magistrale in Psicologia con oltre 1.200 ore di tirocinio clinico e Istruttrice certificata di Mindfulness.

La chiarezza non arriva prima di muoversi. Arriva mentre lo fai.

1200+

Ore di tirocinio clinico

800+

Ore di insegnamento mindfulness

Perché è nato AurumLab?

Per anni ho osservato una dinamica che si ripeteva continuamente.

Donne intelligenti. Sensibili. Capaci.

Eppure profondamente scollegate da se stesse, non mancava loro il valore e neanche la forza. Mancava uno spazio in cui riconoscere ciò che avevano imparato a diventare per essere amate, accettate riconosciute e sentirsi al sicuro nella zona costruita in passato per adattamento necessario.

Da questa osservazione nasce AurumLab.

Un percorso che unisce psicologia, consapevolezza e trasformazione identitaria. Non per aggiungere qualcosa a chi sei. Ma per aiutarti a lasciare andare ciò che non ti appartiene più.


Se sei una donna che sente di aver perso il filo di sé: nelle relazioni, nella vita, nelle transizioni sei nel posto giusto.

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Hai delle domande, o vuoi capire se questo percorso fa per te? Raccontami brevemente cosa stai attraversando: ti rispondo personalmente entro 24–48 ore

nadia.aurumlab@gmail.com
+ 39 324 04 74 679

Se qualcosa di quello che ho detto ti ha risuonato dentro

Questo è il primo passo concreto che puoi fare oggi. In questa guida troverai strumenti, riflessioni e domande che ho costruito pensando a quello che abbiamo detto, uno strumento di autoconoscenza. Troverai

  • Scopri il metodo esatto per decodificare la tua crisi senza perdere tempo a cercare soluzioni meccaniche a un passaggio che ha solo bisogno di essere attraversato.
  • Riconosci il meccanismo più comune nelle transizioni identitarie: confondere la maschera adattiva, la Fortezza che controlla, il Camaleonte che compiace, con la propria reale identità. È lì che l’energia si disperde, invece di orientarsi.
  • Non perdere anni a tentare strategie inefficaci: ecco la mappa psicosomatica e le 30 frasi di autoconoscenza che ti faranno risparmiare tempo e fatica nel ritrovare il tuo baricentro.

“La chiarezza non arriva prima di muoversi. Arriva mentre ci si muove.” Nadia Amantea